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Documento: Dall'antica letteratura cristiana alle letterature moderne
Messo in linea il giorno Domenica, 02 settembre 2007
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Dall'antica letteratura cristiana alle letterature moderne

Di Emanuela Prinzivalli

L'insorgere della letteratura cristiana ha segnato una permanente frattura rispetto alla coeva cultura greco-romana, avvenuta in virtù di un radicale mutamento di visione del mondo che la letteratura medievale ha rielaborato in forme trasmesse sino a noi. L'importanza che per la letteratura occidentale ebbe un'idea nuova di Dio, personale e fatto uomo, e un'idea nuova di uomo, fatto a immagine di Dio.



Sommario

  1. Presentazione
  2. Dall'antica letteratura cristiana alle forme espressive delle letterature moderne
  3. Paradigmi tematici

Presentazione

A cura di Arianna Rotondo.

Alla tradizione letteraria cristiana sono profondamente debitrici le letterature cosiddette “moderne”, dai casi più eclatanti d’epoca medievale ad esempi più recenti. Il saggio, con opportune precisazioni terminologiche e concettuali, prende le mosse dalle riflessioni di E.R. Curtius, tese a dimostrare una continuità fra tradizione classica e racconto biblico. Le lacune di tale visione si colmano nell’analisi di E. Auerbach, che nella sua monumentale Mimesis considera al contrario la comparsa del letteratura cristiana come un momento di frattura nella tradizione estetica del mondo antico. A spezzare una possibile continuità sono la visione del mondo, di Dio e dell’uomo di cui il cristianesimo si è fatto portavoce.

Una valutazione della portata rivoluzionaria del fenomeno letterario cristiano e della sua eredità a beneficio delle letterature moderne è proposta attraverso l’analisi di forme del discorso (in particolare generi letterari come il romanzo, l’autobiografia, l’allegoresi) e di forme del contenuto (paradigmi tematici tratti dalla Bibbia stessa, tardivamente riscoperta nella sua dimensione letteraria). Si ricorda a tal proposito quanto l’eroe letterario novecentesco si sia conformato al paradigma cristico, mentre esempi tratti dalla produzione americana (F.S.Fitzgerald, W.Faulkner, N.Hawthorne) mostrano un’evidente centralità dell’allegoresi, procedimento fondante il discorso cristiano.

A corroborare questa tesi seguono i percorsi narrativi tracciati, (sulla scorta di modelli agiografici o fondati sull’assunto per cui alla redenzione si perviene solo dopo la dannazione), da P.Calderón de la Barca, C.Marlowe, J.W.Goethe, F.Dostoevskij, F.Nietzsche. Chiude questa galleria letteraria T. Mann, che con la sua saga su Giuseppe e i suoi fratelli, ha offerto uno splendido saggio dell’impiego della Bibbia come ipertesto. Alle suggestioni del “labirintico” J.L.Borges è affidata la conclusione: nelle sue geniali creazioni poetiche i conti tra mito greco e mito cristiano sembrano pareggiarsi.




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