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Recensione: Cosentino, Il battesimo gnostico
Messo in linea il giorno Martedý, 10 febbraio 2009
Pagina: 1/1


Cosentino, Il battesimo gnostico

Augusto Cosentino, Il battesimo gnostico. Dottrine, simboli e riti iniziatici nello gnosticismo, Cosenza, Edizioni Lionello Giordano, 2007.

Recensione a cura di Andrea Nicolotti



 

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Lo studio di Cosentino parte da qualche considerazione terminologica sul concetto di "battesimo", seguita da una breve panoramica sulle abluzioni nel mondo giudaico, in particolare quelle degli Esseni, dei proseliti, di Banno e di Giovanni Battista. Il sostrato giudaico fornisce l'occasione per spostare la trattazione sulle caratteristiche del battesimo cristiano, soffermandosi sulle sue differenze rispetto alle abluzioni giudaiche: il battesimo cristiano è unico ed irripetibile; c'è necessità della presenza di un ministro che battezza; va amministrato a nome di una divinità o di una potenza divina; ha un significato iniziatico e possiede il duplice potere di esorcismo e di sigillo. Secondo l'autore questo battesimo, pur prendendo le mosse ed evolvendosi da forme precristiane, dimostra di essere una "invenzione" cristiana. In questo ambiente esso assume una fisionomia ben definita, pur nella differenziazione dei riti nei diversi luoghi, e da questo medesimo ambiente è stato mutuato dagli ambienti gnostici (p. 35).

A questo punto ben si inserisce una necessaria presa di posizione all'interno del dibattito sulle origini e sulle caratteristiche dello gnosticismo. Diversamente da coloro che ritengono che la categoria di "gnosticismo" sia una creazione fittizia operata dagli antichi eresiologi e dagli studiosi moderni, Cosentino si inserisce tra coloro che la ritengono una categoria classificatoria utile a definire e a circoscrivere una serie di fenomeni storici del tutto reali. L'autore riassume le posizioni degli studiosi scegliendone una personale, assai vicina a coloro che ritengono gnosticismo un fenomeno essenzialmente cristiano, soffermandosi poi in sui rapporti tra gnosticismo e giudeocristianesimo, tra gnosticismo e scritti di Nag Hammadi, tra gnosticismo e comunità gnostiche.

Il primo capitolo è dedicato al battesimo della cosiddetta Grande Chiesa. Dopo un'analisi delle diverse liturgie del panorama cristiano, l'autore vi riconosce alcuni elementi basilari: il battesimo era preceduto da una fase di istruzione catecumenale; avveniva tramite immersione in acqua, possibilmente viva (in mare o in un fiume); prevedeva l'invocazione del nome di Gesù o della Trinità; era accompagnato da un sigillo, da un'unzione con l'olio e dall'imposizione delle mani.

Il secondo capitolo esamina alcuni testi della Chiesa siriaca: le odi di Salomone, gli Atti di Giovanni e di Tommaso, il Vangelo di Tommaso e la parte cristiana degli Oracoli sibillini.

Al Corpus Hermeticum è dedicato il terzo capitolo. Secondo Cosentino dietro a questo testo esisteva una comunità ermetica che celebrava azioni rituali e praticava una sorta di rito che ricalcava quello cristiano del battesimo e dell'eucaristia.

Il quarto capitolo si occupa delle sette battiste non strettamente gnostiche: gli Ebioniti e gli Elcasaiti, che praticavano una serie di abluzioni. In qualche misura potrebbe esistere un rapporto tra queste sette battiste e lo sviluppo dello gnosticismo, in particolare del sethianismo.

Il quinto capitolo è dedicato allo gnosticismo samaritano, in particolare quello rappresentato dalle figure di Simon Mago, Menandro e Dositeo.

Dopo aver tentato di stabilire un'attribuzione di alcuni testi di Nag Hammadi alla corrente gnostica denominata "sethiana", l'autore nel capitolo successivo prende in esame la loro dottrina che concerne il battesimo, in particolar modo nel Vangelo degli Egiziani, nella Protennoia Triforme, nello Zostriano e nell'Apocrifo di Giovanni.

Il settimo capitolo si occupa dell'interpretazione gnostica di alcuni passi neotestamentari: il battesimo per i morti (1Cor 15,29-30), il battesimo di Gesù, l'ascesa e la discesa di Gesù attraverso i cieli e la teologia del battesimo di fuoco (De rebaptismate, i Carpocraziani, i Messaliani).

L'ottavo capitolo prende in esame i testi di tradizione valentiniana: gli Excerpta ex Theodoto, le testimonianze patristiche, il Vangelo di Filippo (in particolar modo i sacramenti della redenzione e della camera nuziale) e il Vangelo di Verità, il Trattato Tripartito e alcune iscrizioni. Ne risulta che gli gnostici valentiniani avevano un sistema battesimale molto sviluppato e strutturato, tratto dai rituali della grande Chiesa, a cui avevano aggiunto il rito della redenzione e della camera nuziale.

Nel seguente capitolo vengono esaminati gli gnostici che si riconoscevano nel Secondo libro di Jeu e nella Pistis Sophia. Essi praticavano una serie di riti iniziatici, tra cui il battesimo di acqua, di fuoco e di Spirito, allo scopo di liberare l'uomo dai lacci del mondo e confermare la gnosi ricevuta, anche attraverso una serie di sigilli che servono a superare le barriere degli arconti sulla strada del ricongiungimento con il Pleroma celeste.

Alcuni gruppi gnostici erano contrari ad ogni forma rituale, in particolare al conferimento del battesimo; essi fondavano generalmente tale ostilità sul disprezzo degli elementi materiali (tra cui l'acqua) tipico dello gnosticismo. Il capitolo decimo tratta di questi gruppi, tra i quali gli Arcontici, gli Ascodruti, coloro che identificavano nel trattato Parafrasi di Shem e gli gnostici citati nel De baptismo di Tertulliano.

Il capitolo undicesimo ci occupa dell'argomento assai dibattuto del rapporto tra il pensiero dualista gnostico e la sua possibile sopravvivenza nella teologia medievale dei Bogomili e dei Catari. Certamente nei rituali di questi gruppi emergono legami con i riti della Chiesa primitiva, e nella concezione del consolamentum come matrimonio spirituale sembra riaffiorare la concezione gnostica antica valentiniana. Ma "tale legame, se pur probabile, è storicamente non accertabile" (p. 240).

Il dodicesimo capitolo si occupa dell'unica setta gnostica che si è conservata sino ai nostri giorni, cioè quella dei Mandei, i quali praticano tuttora un battesimo rituale che probabilmente discende direttamente dalla tradizione dello gnosticismo antico.

Veniamo alle conclusioni. Secondo l'autore il battesimo è uno degli elementi fondamentali dello gnosticismo. Gli gnostici si pongono nei confronti del rituale con quattro diversi atteggiamenti: il rifiuto polemico del rito; un rito soltanto spirituale, di natura metaforica; un rito empirico interpretato spiritualmente; un rito come tipo e immagine, dove l'elemento concreto funge da mediatore del vero sacramento spirituale. È ormai superata la posizione con cui un tempo si interpretava lo gnosticismo, dipingendolo come del tutto antirituale: i resoconti degli scrittori ecclesiastici e i documenti pervenuti dimostrano l'esistenza di una prassi rituale consolidata. Gli gnostici tendono a riprendere i riti cristiani che si stavano sviluppando nella pratica rituale della Grande Chiesa, mutandoli e moltiplicandoli, costruendo un lungo cammino iniziatico verso la condizione di perfezione, che non si conclude nemmeno con la morte. La fase ultraterrena del cammino gnostico è accompagnata da ulteriori riti di passaggio, dove spesso è necessario venire in contatto con spiriti e angeli. L'idea che siano necessari alcuni riti (e soprattutto parole segrete, nomi, oggetti, concetti, racconti) per conoscere la vera e segreta gnosi, seguirebbe una tradizione già tipica dei culti misterici, molto in voga in quell'epoca. Non essendo sufficiente il solo battesimo d'acqua, quello comune, sono creati nuovi rituali di battesimo che pongono l'iniziato gnostico al di sopra di qualunque fedele cattolico comune.

Dal punto di vista rituale, secondo Cosentino, gli gnostici derivano essenzialmente la loro ritualità dalle cerimonie cristiane del battesimo e dell'unzione. Le forme battesimali gnostiche si ispirerebbero alla pratica della grande Chiesa, piuttosto che alle tradizioni battiste precristiane. In definitiva, sarebbe improbabile l'idea che il battesimo gnostico nasca da una tradizione precedente il cristianesimo, sviluppatasi parallelamente a quello cristiano cattolico, in quanto quelle forme battesimali risultano evidentemente molto lontane dallo sviluppo liturgico del battesimo vero e proprio. "Il battesimo gnostico ha origine, anche cronologicamente, in una fase in cui battesimo cristiano, anche se non compiutamente sviluppato, è già nato" (p. 263).


 
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