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Recensione: Gawdat Gabra, Historical Dictionary of the Coptic Church
Messo in linea il giorno Martedý, 23 giugno 2009
Pagina: 1/1


Gawdat Gabra, Historical Dictionary of the Coptic Church

Gawdat Gabra (con contributi di Birger A. Pearson e Mark N. Swanson), Historical Dictionary of the Coptic Church, Lanham, Scarecrow Press, 2008.

Recensione a cura di Andrea Nicolotti



 

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Il dizionario è dedicato alla memoria di due importanti protagonisti della moderna rinascita copta: Habib Girgis, grande riformatore, e Aziz Suryal Atiya, editore della Coptic Encyclopedia. Dopo una premessa dell’editore della serie, il curatore principale dell’opera, Gawdat Gabra, ci informa della principale motivazione che lo ha spinto ad accettare la richiesta di preparare un dizionario storico della Chiesa copta: è stata la mancanza di un agile strumento di consultazione che rendesse conto della storia di una Chiesa che, a partire dagli anni 60 del ventesimo secolo, sta vivendo una “meravigliosa rinascenza”.

Il modello di riferimento del volumetto è la Coptic Encyclopedia, pubblicata nel 1991 ma purtroppo esaurita e non disponibile in internet. La serie a cui il dizionario appartiene (Historical Dictionaries of Religions, Philosophies, and Movements) ha già pubblicato altri 83 volumi, tra i quali solo uno è dedicato all’oriente cristiano (The Orthodox Church). L’autore principale del dizionario è Gawdat Gabra, già direttore del Museo copto del Cairo, ora professore di Studi copti alla Claremont Graduate University (California). Le voci sullo gnosticismo e sui codici di Nag Hammadi sono opera di Birger A. Pearson, professore emerito di studi religiosi all’università della California (Santa Barbara); Mark N. Swanson, docente di studi cristiano-islamici alla Lutheran School of Theology di Chicago, si è occupato delle parti dedicate alla letteratura copta in lingua araba, mentre Youhanna Nessim Youssef, ricercatore al Centro di studi sul cristianesimo antico dell’Università cattolica dell’Australia, ha compilato le voci sulla teologia, sull’agiografia e sulla liturgia.

Dopo una cronologia che ricopre il periodo che va dal 30 d.C. al 1971, un’introduzione (pp. 1-12) riassume i punti salienti della storia dell’Egitto cristiano, dell’organizzazione gerarchica della Chiesa, dei suoi rapporti con le altre Chiese e comunità cristiane, della diaspora dei copti e infine delle caratteristiche essenziali della Chiesa copta nell’ultimo cinquantennio. Segue il dizionario vero e proprio (circa 320 pagine), dove in ordine alfabetico vengono trattati i diversi argomenti dei quali in questa sede non si può certo dare pienamente conto; sono articoli dedicati alla storia, alla letteratura copta, alla teologia, alla liturgia, alla geografia, alle città, ai personaggi illustri, ai patriarchi, ai santi, alle correnti teologiche, alle chiese ed edifici di culto, etc. Una bibliografia di base, suddivisa per argomenti, completa il volume (pp. 275-330).

In un lavoro in cui solo tre persone debbono sintetizzare quasi due millenni di storia dell’Egitto cristiano, è forse troppo pretendere un risultato privo di difetti. In genere, mi pare che la qualità delle diverse voci sia diseguale, abbastanza dipendente dal curatore che le ha preparate. In certi casi, sarebbe stata auspicabile una maggiore attenzione agli sviluppi della ricerca  (ad esempio, alla voce Apostolic Tradition non si fa verbo delle più recenti teorie che mettono in forte dubbio la sua attribuzione ad Ippolito, l’alta datazione e l’omogeneità del testo). C’è qualche rimarchevole assenza (ad esempio, manca la voce Baptism mentre ci sono Confirmation, Marriage, Eucharist, etc.; manca il nome dell’egumeno-editore ‛Abd al-Masîh Salîb al-Mas‛ûdî ma c’è quello del suo stampatore, Iqlâdiyûs Yûhannâ Labîb) e qualche stranezza (ad esempio, non vedo il motivo di distinguere in due voci il singolare Theotokion dal plurale Theotokia). La bibliografia italiana è gravata da alcuni errori ortografici, e c’è qualche svista (ad esempio, la data del 1908 delle pp. 27 e 29 va corretta in 1902, come peraltro giustamente indicato a p. 305). L’assenza di qualsiasi riferimento alla monumentale Storia della Chiesa copta di Alberto Elli (se ne veda una descrizione qui) è un’ulteriore dimostrazione della ormai consolidata tendenza ad ignorare la bibliografia in lingua italiana.

Nel complesso, il libro può essere un agile strumento di consultazione per chi si avvicina alla storia e alla tradizione del cristianesimo egiziano.


 
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