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Recensione: Mario Arturo Iannaccone, Maria Maddalena e la dea dell’ombra
Messo in linea il giorno Venerdì, 29 ottobre 2010
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Mario Arturo Iannaccone, Maria Maddalena e la dea dell’ombra

Mario A. Iannaccone, Maria Maddalena e la dea dell’ombra. Il sacro femminile, la spiritualità della dea e l’immaginario contemporaneo, Milano, Sugarco, 2006.

Recensione a cura di Armando Rolla.



 

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Con questo nuovo libro l'autore, che si è segnalato in passato specialmente con pubblicazioni sui templari e gli illuminati, intende trattare "due argomenti tra loro strettamente collegati: lo sviluppo di una provincia dell'immaginazione moderna che è stata chiamata spiritualità della dea, e la stupefacente metamorfosi subita dal personaggio evangelico di Maria Maddalena. I due fenomeni sono collegati, perché la Maddalena è diventata la figura chiave di una nuova spiritualità che viene chiamata spiritualità della dea (goddes spirituality) o spiritualità del sacro femminino. Nella cultura popolare, nel sacro cosiddetto postmoderno la nuova Maddalena viene salutata e talvolta venerata come strega, ierodula, sacerdotessa della triplice dea celtica, della dea bianca o di Iside. O ancora sposa di Cristo, madre di Sara la Nera, di Yehoshua o di Mani... La donna di Magdala è inserita in narrazioni collegate al Graal, ai templari, ai catari, agli egizi, ai trovatori, ai druidi e persino ai rosacroce... Nel mondo si tengono cerimonie affollate, dove centinaia di persone venerano la Maddalena accanto alla vergine nera e addirittura alla dea Kalì" (p. 9).

A riprova di questo culto tributato a questa nuova Maddalena, la neostregomania ha coniato la seguente preghiera modellata sull'Avemaria cristiana: "Salve Maria Maddalena, il Signore ti ha sposata, tu sia benedetta fra le donne, e benedetto il frutto del tuo ventre e Gesù. Santa Maria, madre di Re, aiuta noi cercatori ora e nell'ora del nostro bisogno".

Questo libro è stato pubblicato nel 2006, quando l'Italia conosceva il boom editoriale e cinematografico de Il Codice da Vinci di Dan Brown. L'autore non lo afferma esplicitamente, però è evidente che egli intende "smontare" questo libro, più volte chiamato in causa, presentandolo come un abile riciclaggio di libri precedenti, tutti tradotti anche in Italia. Cronologicamente avremo questa successione: dapprima i tre inglesi m. Baigent, R. Leigh e H. Lincoln, Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga 2000 anni, Mondadori 2002; R. Eisler, Il calice e la spada, Feltrinelli 2006; infine D. Brown, Il Codice da Vinci, Mondadori 2005.

Iannaccone consacra la maggior parte del suo libro alla ricostruzione delle varie tappe del movimento femminista, collegato con la teoria del matriarcato storico, la neostregoneria, la rivoluzione sessuale, la sopravvalutazione dei vangeli apocrifi e nuove forme di religiosità. Egli fa questo perché è convinto che "tutte queste istanze hanno contribuito a ricostruire l'identità della donna di Magdala all'indomani della sua individuazione quale personaggio critico della ricostruzione ortodossa del cristianesimo" (p. 228).

Il lettore cristiano è particolarmente interessato a questa ricostruzione della nuova Maddalena, come capo della Chiesa e sposa di Cristo. Dopo aver osservato che "lo spunto di una Maddalena sposa di Gesù non fu colto dai numerosi pensatori razionalisti materialisti atei che pure sottoponevano ad una critica feroce il mondo della tradizione cristiana" l'autore conclude che "il fenomeno della nuova Maddalena è nato da una mancanza di fede più che da una irruzione di nuove nozioni storiche" (p. 191).

In concreto l'idea di uno sposalizio fra Gesù e la Maddalena è proposto solo da un testo cataro conosciuto come Manifestatio haeresis e riportato da Pierre de Vaux de Charnay, History of the Albigenses and Waldenses, London 1832, pp. 392-394. Sono state le femministe radicali ad affermare arbitrariamente che "la Maddalena sarebbe stata vittima del maschilismo, dell'autoritarismo della concezione patriarcale di Pietro e Paolo e pertanto defraudata del suo vero ruolo di leader della Chiesa primitiva e/o sposa di Gesù" (pp. 188-189). Sono ancora queste femministe che hanno interpretato, sempre in maniera arbitraria, la Maddalena dei testi gnostici in copto a noi giunti dall'antichità (Pistis Sophia e Vangelo di Maria) come "donna libera, che ha seguito il maestro Gesù ma su un piano paritario, che ha manifestato la ribellione al ruolo imposto dalla società giudaica, patriarcale e maschilista. Una ribellione che però è stata soffocata dalla successiva Chiesa cattolica che ha nascosto le vere implicazioni del ruolo liberante scelto dalla donna di Magdala" (p. 179).

La conclusione dell'autore è netta. "Il risultato è che oggi convivono (in parte dei media e della popolazione) due Maddalene, del tutto incompatibili, una tradizionale e una innovativa. Quella tradizionale, al mondo non cristiano sembra forse scolorita perché sottomessa ma soprattutto perché testimone dell'evento della risurrezione, evento rifiutato o interpretato in forma meramente simbolica. La nuova Maddalena, invece, divenuta archetipo e insieme personaggio storico, in quel paradossale processo di ibridazione che abbiamo affrontato più volte in questo libro, è risultata più promettente, funzionale al nuovo politicamente corretto, relativista, multiculturale per obbligo di coscienza. Si è rivelata insomma alla mentalità moderna, alle possibilità del romanzo, alle sorprese standard del film e del fumetto, ai sogni ribellistici (ma politicamente corretti) delle neostreghe e celle matriarche del futuro prossimo. Il successo della nuova Maddalena è indice, anche, dell'accettazione d'idee un tempo trasgressive oggi a rischio di volgersi però in un nuovo conformismo. Non a caso, essa fa capolino ormai anche nei libri per l'infanzia" (p. 228).

Il libro merita di essere raccomandato perché ben informato (lo mostrano le continue note a piè di pagina con copiosi rimandi bibliografici), ben scritto e, soprattutto, molto intrigante. Molto funzionali sono anche le 55 foto in bianco e nero distribuite lungo il volume.

 
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