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Documento: Lo studio e la conoscenza della Bibbia oggi
Messo in linea il giorno Martedì, 15 gennaio 2002
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Lo studio e la conoscenza della Bibbia oggi

di Clementina Mazzucco

Lo studio della Bibbia nell'università e nella scuola, rispetto all'importanza che essa riveste per la cultura e la storia dell'Occidente, è esiguo; persino tra gli stessi credenti, spesso, la conoscenza biblica non è molto diffusa. Ugualmente, la divaricazione e la separazione tra cultura religiosa e cultura laica ha fatto sì che nella cultura comune contemporanea, a tutti i livelli, l'aspetto religioso risulti alquanto marginale; la conseguenza immediata è il venir meno della conoscenza dei fondamenti della religione cristiana, e in specie della Bibbia, che precedentemente era invece patrimonio comune e alimento di tutta la produzione culturale.



La presenza della Bibbia nell’Università italiana

Nell’Università italiana in generale non è molto lo spazio che viene attribuito allo studio della Bibbia, che non ha per lo più autonomia, ma, per quanto riguarda l'Antico Testamento, è compreso nel settore di Ebraico e, per quanto riguarda il Nuovo Testamento, nel settore di Letteratura cristiana antica, che riguarda anche, e soprattutto, la produzione patristica, l'agiografia, ecc.

Del resto anche l’introduzione della Letteratura cristiana antica nell’Università italiana, come cattedra ufficiale, è relativamente recente: risale a una cinquantina di anni fa, nel 1948, e si è verificata a Torino, ad opera di Michele Pellegrino. E’ significativo che Pellegrino fosse un sacerdote (diventerà negli anni ‘60 arcivescovo di Torino e cardinale) e sacerdoti fossero prima di lui i pionieri di questo insegnamento, Paolo Ubaldi e Sisto Colombo, che incominciarono a tenere, sempre a Torino, corsi liberi di Letteratura cristiana all’interno degli insegnamenti di Letteratura greca e Letteratura latina, rispettivamente fin dal 1909 (Ubaldi) e dal 1925 (Colombo). Di fatto la prima cattedra di Letteratura cristiana antica in Italia fu istituita nell’Università cattolica di Milano, nel 1924, e fu Ubaldi il primo a ricoprirla. Una proposta, avanzata dal Consiglio della Facoltà di Lettere di Torino già nel 1913, di istituire una cattedra specifica di Letteratura greco-cristiana, fu bocciata senza giustificazioni dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione: i tempi non erano maturi perché in un’Università di Stato si insegnasse la letteratura cristiana1. In ogni caso, anche quando fu istituito ufficialmente l’insegnamento, gli stessi promotori, tra cui il famoso storico della letteratura latina Augusto Rostagni, non erano affatto convinti che la letteratura cristiana potesse stare sullo stesso piano delle altre letterature e che i testi cristiani potessero essere studiati al di fuori dell’ottica storica e teologica...

In Italia ha pesato, e non si può dire del tutto superata, l'antica frattura tra il mondo dell’Università di Stato e le discipline di carattere religioso, che si è prodotta nel 1873, quando nelle Università di Stato fu abolito l’insegnamento della teologia, che da quel momento divenne appannaggio esclusivo degli istituti ecclesiastici. Di fatto oggi è particolarmente nei Seminari, nelle Facoltà di Teologia, nelle Università Pontificie, in primo luogo nel Pontificio Istituto Biblico, negli Istituti Superiori di Scienze Religiose, e così via, che si trovano insegnamenti specifici sulla Bibbia. Alcuni anni fa è stata salutata come una novità rivoluzionaria l’iniziativa presa dalla Facoltà di Lettere dell’Università del Friuli di aprire una convenzione con l’Istituto superiore di scienze religiose del Nord-est, in base alla quale nel curriculum storico-religioso dell’Università sarà possibile acquisire una parte dei crediti presso l’Istituto ecclesiastico, e, reciprocamente, l’Istituto riconoscerà la laurea in lettere nel curriculum storico-religioso dell’Università come titolo valido per essere ammessi al quarto anno di Magistero in scienze religiose2.


1 Sulla situazione attuale degli insegnamenti universitari di letteratura cristiana antica, e di Filologia ed esegesi neotestamentaria, in Italia, c’è un volume: La letteratura cristiana antica nellUniversità italiana. Il dibattito e l’insegnamento, a cura di M. P. CICCARESE, Firenze, Nardini, 1998.

2 Cfr. F. DAL MAS, Ti laurei su Gadda? Allora non dimenticare la teologia, in «Avvenire», 25 luglio 2000, p. 22.




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