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Documento: Appendice stravagante sulla letteratura storico-religiosa in internet
Messo in linea il giorno Domenica, 01 dicembre 2002
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Appendice stravagante sulla letteratura storico-religiosa in internet

Per comprendere lo spirito di questa sezione...



Scriveva diciassette secoli or sono Girolamo, il «papà» di tutti i biblisti, all’amico Paolino da Nola:

«I contadini, i muratori, i fabbri, i lavoranti in metallo e in legno, i tessitori e i gualchierai, e in genere quelli che forniscono articoli vari e cose di poco valore, non possono diventare quel che desiderano senza un maestro.

I medici fanno i medici, i fabbri maneggiano gli attrezzi dei fabbri1.

C’è solo una scienza, quella delle Scritture, che tutti, senza distinzione, attribuiscono a se stessi:

Incolti e colti, senza distinzione, scriviamo poesie2.

Questa scienza è quello che la nonnetta chiacchierona, il vecchio rimbambito, il cavillatore parolaio, e in genere tutti quanti si arrogano, fanno a brandelli, insegnano prima di aver imparato […] e, come se fosse poco, con una certa facilità di parola e anche con audacia spiegano agli altri quel ch'essi non capiscono.

Taccio dei miei colleghi, i quali, se per caso, dopo aver coltivato le lettere profane, arrivano alle sacre Scritture […] adattano alla propria opinione testimonianze incongruenti, come se fosse un magnifico e non un pessimo sistema di parlare il distorcere frasi e piegare alla propria opinione la Scrittura, benché questa vi si opponga […] Questi comportamenti sono infantili e simili al gioco dei ciarlatani: insegnare ciò che ignori, anzi, per dire una cosa che mi ripugna, non saper neppure di non sapere»3.

Mezzo secolo fa, citando questo passo, scherzosamente osservava il biblista Giuseppe Ricciotti:

«Era il meno che potesse scrivere un Girolamo. Passar l'intera vita a studiare la Bibbia; logorarsi in viaggi, veglie, strapazzi, visitare posti, consultare codici, ascoltare maestri, sempre coll’intento di approfondire il senso ed aumentare la cognizione del gran libro: e poi trovare ad ogni angolo di strada la nonnetta chiacchierona, il vecchio rimbambito e compagnia bella, che in materie bibliche trinciano sentenze e risolvono questioni in quattro e quattr'otto. Siamo giusti: era umiliante; e non c'era davvero bisogno quel suo caratteristico spirito ringhioso per scrivere così e peggio. Indubbiamente Girolamo era un santo»4.

Credo che questo divertente quadretto possa essere applicato paro paro alla situazione di alcuni studi storico religiosi inseriti nella rete, che oggi ha preso il posto degli angoli delle strade.

Evidentemente, l’importanza che riveste il cristianesimo nella civiltà occidentale è grande, ed altrettanto grande l’interesse per l’approfondimento di queste tematiche. Ma per trattarne con serietà, occorrono adeguata preparazione, studio e metodo, senza i quali ogni ricostruzione è inevitabilmente paragonabile alle chiacchiere di strada che il povero Girolamo tanto biasimava.

NOTE:

1 ORAZIO, Epistulae II, 1, 115-116.

2 ORAZIO, ibidem, 117.

3 Epistula LIII ad Paulinum presbyterum, 7: Agricolae, caementarii, fabri, metallorum lignorum que caesores, lanarii quoque et fullones et ceteri, qui variam supellectilem et vilia opuscula fabricantur, absque doctore non possunt esse, quod cupiunt. Sola scripturarum ars est, quam sibi omnes passim vindicent: scribimus indocti docti que poemata passim. Hanc garrula anus, hanc delirus senex, hanc soloecista verbosus, hanc universi praesumunt, lacerant, docent, antequam discant […] et, ne parum hoc sit, quadam facilitate verborum, immo audacia disserunt aliis, quod ipsi non intellegunt. Taceo de meis similibus, qui si forte ad scripturas sanctas post saeculares litteras venerint […] sed ad sensum suum incongrua aptant testimonia, quasi grande sit et non vitiosissimum dicendi genus depravare sententias et ad voluntatem suam scripturam trahere repugnantem […] Puerilia sunt haec et circulatorum ludo similia, docere, quod ignores, immo, et cum clitomacho loquar, nec hoc quidem scire, quod nescias. Ed. J. Divjak, Tournai, 1981.

4 Bibbia e non Bibbia, Brescia, Morcelliana, 19463, p. 15.


 
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