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Documento: Maria negli Apocrifi
Messo in linea il giorno Domenica, 08 gennaio 2006
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Maria negli Apocrifi

di Clementina Mazzucco

Ruolo e caratteristiche della figura di Maria di Nazaret nella produzione apocrifa



Sommario

 

Presentazione dell'argomento

 


Si può notare che nella tradizione antica si è avuto una crescita continua dell'interesse per Maria da Paolo a Marco, a Matteo, a Luca e Giovanni, alla letteratura apocrifa e alla letteratura patristica, alla letteratura medievale. Anche il ruolo ad essa attribuito si è modificato: da figura totalmente subordinata alla cristologia è diventata figura autonoma e si è sviluppata una vera e propria mariologia.

Nel Nuovo Testamento Maria ha spazio (152 versetti in tutto) e ruoli limitati[1]: è la madre di Gesù in Paolo (Gal 4,4)[2]; Marco accenna a un'incomprensione di lei e dei fratelli nei confronti di Gesù; nel racconto dell'infanzia di Matteo (che comprende: annunciazione a Giuseppe, nascita di Gesù, magi, fuga in Egitto e ritorno a Nazaret) Maria compare quasi sempre accanto a Giuseppe e senza interventi propri; Luca le dà uno spazio più ampio e un ruolo più attivo nel suo racconto dell'infanzia (annunciazione, visitazione, nascita di Gesù e visita dei pastori, presentazione al tempio, Gesù smarrito e ritrovato nel tempio); nel Vangelo di Giovanni compare in due episodi importanti all'inizio e alla fine del Vangelo: è protagonista nel miracolo di Cana e poi è presente sotto la croce. Compare anche all'inizio degli Atti degli apostoli, in mezzo alla comunità primitiva che prega. C'è chi ritiene che nella donna vestita di sole di Apoc 12 sia ritratta Maria (in ogni caso l'iconografia mariana si ispirerà a questa immagine).

Mentre la tradizione patristica lavora a partire dalla Scrittura, la letteratura apocrifa[3] cerca soprattutto di ricostruire tutta la sua vita, riempiendo i silenzi della Scrittura. In particolare l'attenzione si concentra sui seguenti punti:

1. Concepimento, nascita, infanzia, adolescenza, fidanzamento di Maria. Di queste fasi si occupa il gruppo più consistente di scritti: i cosiddetti Vangeli della Natività di Maria; e qui Maria è vera protagonista;

2. Infanzia di Gesù in Egitto e in Palestina (a Nazaret o Betlemme). Abbiamo vari Vangeli dell'infanzia;

3. Presenza di Maria alla morte di Giuseppe (cfr. la Storia di Giuseppe il falegname);

4. Presenza di Maria alla passione e alla risurrezione. Abbiamo Vangeli della passione in cui Maria acquista uno spazio molto rilevante rispetto ai Vangeli canonici;

5. Fine della vita di Maria. Sono sorti scritti peculiari intitolati Transitus, Dormitio;

6. Rivelazioni speciali concesse a Maria. Abbiamo Apocalissi di Maria Vergine.

Possiamo notare che Maria non compare invece negli Atti degli apostoli apocrifi. Si può ricordare inoltre che in età medievale fu composto uno scambio epistolare tra Ignazio di Antiochia e Maria Vergine.

Ma gli apocrifi variano anche i racconti canonici: ad es., per quanto riguarda l'annunciazione, la nascita di Gesù.

Le finalità di questi scritti non sono certamente quelle di fornire informazioni storiche (sebbene alcuni elementi possano essere letti anche in questa ottica), ma neppure quelle di divertire con invenzioni fantasiose e bizzarre, come si potrebbe a volte credere: piuttosto, la prospettiva è teologica e dottrinale. Si interviene all'interno di dibattiti contemporanei con proposte di soluzione, si contribuisce allo sviluppo del culto mariano.

In passato si tendeva a considerare gli scritti apocrifi dipendenti dai Vangeli canonici, magari deformazioni di essi, ma ricerche recenti (di cui un esponente è Norelli[4]) mirano a dimostrare che talora dipendono da tradizioni antiche, antecedenti al Vangeli canonici, di cui si sarebbero serviti in modo autonomo e con propri punti di vista, altrettanto validi dal punto di vista della storia del cristianesimo, perché connessi con ambienti particolari. Anche se molti scritti presentano connessioni con posizioni dissidenti o ereticali, non tutte le tradizioni apocrife vanno considerate di per sé "ereticali". Del resto è capitato di frequente che opere dapprima censurate e condannate siano state poi recuperate dalla Chiesa ufficiale.

Certamente soprattutto per quanto riguarda la letteratura apocrifa mariana, i teologi e gli studiosi vi hanno prestato molta attenzione, perché testimoniano lo sviluppo di idee e di un culto che ormai fanno parte integrante del patrimonio della Chiesa cattolica. Devono molto alla produzione apocrifa soprattutto le dottrine della verginità di Maria durante e dopo il parto (Concilio Lateranense del 649), dell'Immacolata Concezione, ossia del concepimento di Maria senza peccato originale (1854), dell'Assunzione (1950). Sono entrate nel calendario liturgico le seguenti feste: Immacolata Concezione (8 dic.), Assunzione (15 ag.), Santi Anna e Gioacchino (26 lug.), natività di Maria Vergine (8 set.), Presentazione della beata Vergine Maria (21 nov.). Enorme è stato l'influsso sull'iconografia e sul folclore (presepio); tra le scene tipiche: nascita di Maria, Maria e s. Anna, sposalizio di Maria, nascita di Gesù in una grotta, con Maria, Giuseppe, l'asino e il bue, i tre re magi, Maria della misericordia, deposizione della croce[5].


 

Qui proponiamo un'esemplificazione della produzione apocrifa che interessa la figura di Maria:

- per quanto riguarda gli apocrifi sulla Natività di Maria vedremo il prototipo del filone: il Protovangelo di Giacomo;

- per i Vangeli dell'infanzia leggeremo parti del Vangelo arabo dell'infanzia e del Vangelo dello Pseudo-Matteo;

- per i Vangeli della Passione: la prima parte del Vangelo di Gamaliele;

- per i Transiti: il Transito R.

Le traduzioni dei testi allegati sono tratte da :

M. Erbetta (a cura di), Gli Apocrifi del Nuovo Testamento, vol. I/2. Infanzia e Passione di Cristo. Assunzione di Maria, Casale, Marietti, 1981.

Per le introduzioni a ciascun Vangelo ci siamo serviti essenzialmente delle informazioni contenute nelle due principali raccolte italiane recenti di apocrifi:

oltre a quella di M. Erbetta sopra citata;

L. Moraldi (a cura di), Apocrifi del Nuovo Testamento, vol. I. Vangeli; vol. III. Lettere, Dormizione di Maria, Apocalissi, Casale Monferrato, Piemme, 1994.

 

 


 


 


[1] Su questo argomento si veda la voce Maria Vergine, di C. Mazzucco, in corso di stampa nel Dizionario dei personaggi, Torino, Utet, 2003, vol. II, pp. 1237-1239.

[2] Gal 4,4: "Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge".

[3] Per una presentazione generale degli apocrifi e del loro contributo alla mariologia si veda la voce Apocrifi, di E. Peretto, in Nuovo Dizionario di Mariologia, Milano, Paoline, pp. 106-125.

[4] Cfr. E. Norelli, La Vergine Maria negli apocrifi, in Maria Vergine Madre Regina. Le miniature medievali e rinascimentali, a cura di C. Leonardi-A. Degl'Innocenti, s.l., Centro Tibaldi, 2000, pp. 21-42.

[5] Si veda in particolare tutta la prima fascia di scene nel ciclo di Giotto della Cappella degli Scrovegni a Padova, recentemente restaurato.




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