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Documento: Questioni scottanti su Qumrn e il cristianesimo primitivo
Messo in linea il giorno Luned, 04 marzo 2002
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Questioni scottanti su Qumrn e il cristianesimo primitivo

Spunti e travisamenti offerti dalla lettura dei manoscritti.

di Andrea Nicolotti

La scoperta dei manoscritti di Qumràn ha fornito agli studiosi del giudaismo e del cristianesimo antico una inaspettata quantità di fonti. Se il materiale rinvenuto è utilissimo per meglio comprendere la società e l’ideologia della Palestina in cui operò Gesù, è stato talora mal utilizzato e sfruttato per creare diffondere interpretazioni insostenibili del cristianesimo del I secolo. Qui si esaminano le principali presunte “rivelazioni” dei manoscritti di Qumràn ed i loro rapporti con i racconti evangelici.



Sommario

 

Qumràn: dai "misteri" agli studi internazionali

A che punto siamo1.

Nel 1995 il prof. Elio Jucci dell’Università di Pavia, studioso di Qumràn, nel sintetizzare lo stato della ricerca sull’argomento faceva il seguente rilievo:

“Fin dall'inizio della pubblicazione delle scoperte di Qumràn c’è stato un confronto con i testi del Nuovo Testamento e si è incominciato ad evidenziare analogie e differenze. La spiegazione più seguita è che si tratta di due movimenti che affondano le radici in terreno comune, ma con sviluppi in gran parte indipendenti. Vi può tuttavia essere stata, è verosimile che ci sia stata, per alcuni punti una interazione diretta, che resta però comunque difficile da dimostrare in modo sicuro. Alcuni singoli studiosi hanno proposto una almeno parziale identificazione dei protagonisti dei due corpi letterari. Su questo terreno sin dall'inizio della ricerca qumranica sono sorte, e periodicamente riemergono, anche polemiche pretestuose, basate spesso su forzate interpretazioni dei testi, se non su interpretazioni del tutto fantasiose”2.

Le accuse

In queste poche parole, si fa implicito accenno ad un feroce dibattito che ha contrapposto soprattutto nell’ultimo decennio la stragrande maggioranza degli studiosi di Qumràn, di ebraismo, di Nuovo Testamento e di cristianesimo antico ad uno sparuto gruppo di studiosi e giornalisti, la cui voce è stata potentemente e spesso irresponsabilmente amplificata e volgarizzata dai mezzi di comunicazione di massa. Queste “polemiche pretestuose, basate spesso su forzate interpretazioni dei testi, se non su interpretazioni del tutto fantasiose”, sono andate di pari passo con una accesa (ma in parte giustificata) polemica sulla lentezza delle pubblicazioni dei manoscritti di Qumràn e con l’accusa di monopolio dei testi da parte di una ristretta quipe di studiosi orientata ideologicamente, che ne avrebbe anche fissato una interpretazione edulcorata. Tutto ciò è stato dato in pasto al pubblico tramite la pubblicazioni di articoli di giornali e di veri e propri libri, i quali pretesero di offrire rivelazioni e conoscenze sensazionali su presunte verità tenute nascoste, e su intrighi orditi all’ombra del Vaticano.

La replica del mondo accademico internazionale.

Gli studiosi, gente normalmente pacifica, sono stati invischiati in un quadro che rappresentava un mondo accademico fatto di losche accuse e controaccuse. Le reazioni, da un certo punto di vista, sono state positive: la necessità di rispondere a queste ricostruzioni scandalistiche ha spinto gli studiosi a dedicarsi maggiormente ad una divulgazione più accessibile dei loro studi. Sono stati pubblicati negli ultimi dieci anni un gran numero di libri e articoli da parte di illustri accademici, per tentare di arginare un tale proliferare di confusione; alcuni volumi sono stati curati congiuntamente da autori di diversa provenienza nazionale, religiosa e culturale, in modo da dimostrare quanto grande sia l’accordo tra gli esperti nel respingere tali fantasiose ricostruzioni, e quanto assurda sia l’idea di un consensus orientato detenuto nelle mani di pochi. Alcuni di questi utilissimi volumi sono stati anche scritti o tradotti in italiano3.

Per fornire i necessari chiarimenti.

In questo capitolo, verranno esaminate le più note tra queste particolari interpretazioni; per una proficua comprensione di questa parte, è consigliabile la preventiva lettura del capitolo dedicato alla storia dei ritrovamenti di Qumràn, in quanto molte delle accuse si riferiscono ad avvenimenti che ho già descritto.

Esiste una pubblicazione, tradotta in diverse lingue, dovuta a Michael Baigent e Richard Leigh, The Dead Scrolls Deception. The Sensational Story Behind the Religious Scandal of the Century, uscita nel 1991 in Inghilterra, e disponibile anche in italiano (Il mistero del Mar Morto. I rotoli di Qumràn: dalla scoperta all’intrigo, Milano, 1997). Questo libro può a buon diritto essere considerato la migliore sintesi delle affermazioni di cui abbiamo parlato: gli autori promettono inedite informazioni sui rotoli di Qumràn, annunciano una scoperta di una congiura ordita dal Vaticano e propongono una immagine diversa e rivoluzionaria del cristianesimo delle origini. Essi raccolgono in maniera acritica tutte le polemiche che si sono sviluppate sull’argomento fin dalla scoperta dei rotoli (anche quando siano in aperta contraddizione fra loro).

Per questo motivo, nel prenderle in esame, seguiremo quanto riportato nel libro citato.


1I titoli dei singoli paragrafi non fanno parte del contributo originale e sono stati aggiunti posteriormente per rendere più agevole la lettura a tutti i  frequentatori del sito.

2 E. JUCCI, I manoscritti ebraici di Qumràn: A che punto siamo?, in "Rendiconti di lettere dell'Istituto Lombardo" CXXIX (1995), pp. 243-273, reperibile anche in formato elettronico.

3 È ad esempio lo scopo esplicito (e perfettamente riuscito) del volume di Otto Betz e R. Riesner, professori di Nuovo Testamento a Tubinga, Gesù, Qumràn e il Vaticano. Chiarimenti, Roma, 1995. Numerosi altri volumi di introduzione alle scoperte di Qumràn dedicano ampio spazio alla confutazione di queste tesi: cfr. ad esempio l’opera di James. C. Vanderkam, professore di Scritture ebraiche alla Notre Dame University (USA), Manoscritti del Mar Morto. Il dibattito recente oltre le polemiche, Roma, 1995, oppure quella di Joseph A. Fitzmyer, della Catholic University of America di New York, Qumràn. Le domande e le risposte essenziali sui Manoscritti del Mar Morto, Brescia, 1994, o ancora di J. Alberto Soggin, docente di lingua e letteratura ebraica alla Sapienza di Roma, I manoscritti del Mar Morto, Roma 19942. La pubblicazione a cura di James H. Charlesworth, direttore del Dead Sea Scroll Project e docente a Princeton, Gesù e la comunità di Qumràn, Casale, 1997, raccoglie interventi di undici fra i più rinomati studiosi del settore, a dimostrare l’internazionale consenso degli specialisti sull’argomento.




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